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Alberto Vascon, autunno 2004 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L�introduzione del Cristianesimo in Etiopia All�inizio del V secolo lo storico Rufino scrisse la storia dell�introduzione del Cristianesimo in Etiopia, allora regno di Aksum, avvenuta alla met� del IV secolo con la conversione di re Ezan�. Il racconto � stato raccolto direttamente dalla testimonianza di Edesio, uno dei protagonisti della conversione. La storia di Rufino � stata ripresa e talvolta raccontata con diverse varianti, alcune delle quali hanno stravolto in modo significativo il racconto. Riportiamo qui il riassunto che ne ha fatto Abba Gasperini Gabr� Mariam nella sua Storia d�Etiopia: Un tale di Tiro, di nome Meropio, volle recarsi in India con una nave e prese con s� due giovanetti, Edesio e Frumenzio, suoi parenti, che lui stesso educava. Arriv� in India e, quando fece ritorno, la nave si ferm� in un porto del Mar Rosso per caricare della merce. Tutti coloro che erano sulla nave furono uccisi, mentre i due giovanetti furono trovati sotto un albero a studiare. Furono bene accolti dal re di Aksum Ella Amida. Edesio fu nominato coppiere del re, Frumenzio suo tesoriere. Quando il re mor� affid� il figlioletto Ezan� a sua moglie Sofia. In seguito Edesio ritorn� a Tiro, e Frumenzio si rec� con lui ad Alessandria dove a quel tempo era patriarca il Santo Atanasio. Il Santo Atanasio nomin� Frumenzio Metropolita dell�Etiopia. Il Santo Frumenzio, ritornato in Etiopia, insegn� la religione cristiana, fece costruire molte chiese e comp� molti miracoli. Lo sbarco di Frumenzio sulla costa Etiopica avvenne intorno al 330, mentre la conversione di Ezana intorno al 345. Frumenzio pass� alla storia col nome di Abba Salama, Padre Pace, e con l�appellativo di Chesati� Brhan, �Rivelatore della Luce�. I due fratelli Ezan� e Sezan� diventarono nella tradizione etiopica Abrah� e Atsbh�, che significano rispettivamente �Illumin� e �Fece Sorgere il Sole�. Essi sono la Luce e l�Alba della Nuova Etiopia, l�Etiopia Cristiana. Sofia, la loro madre, � paragonata ad Elena, la santa madre di Costantino il Grande.
L�Etiopia era diventata una diocesi del Patriarcato di Alessandria, e il Metropolita dell�Etiopia doveva essere un egiziano nominato dal Patriarca di Alessandria. Il Metropolita egiziano in Etiopia assumeva il nome di Abuna e aveva il potere di nominare i vescovi locali. All�inizio del V secolo si diffuse in oriente, ad opera di Eutiche, monaco greco considerato il capo morale dei religiosi di Costantinopoli, la dottrina monofisita, secondo la quale la natura umana di Cristo era stata assorbita dalla natura divina, e solo quest�ultima vi sussisteva. Nel 451 il Concilio di Calcedonia dichiar� Eutiche eretico e stabil� che in Cristo sussistevano sia la natura umana che la divina. Alcune Chiese orientali, fra cui l�egiziana, non accettarono le conclusioni del Concilio e si separarono da Roma. E� necessario qui chiarire che nessuna di queste Chiese riconosce la dottrina strettamente monofisita di Eutiche, ma ritiene che in Cristo vi sia una sola natura, divina e umana allo stesso tempo. Viene affermato un monofisismo meno rigido di quello di Eutiche, che ha molti punti in comune con il diofisismo delle Chiese calcedonesi. L�Etiopia, in quanto diocesi di Alessandria, ne segu� le sorti e rimase separata da Roma. Il Cristianesimo si propag� nelle campagne ad opera soprattutto di monaci venuti dall�oriente cristiano nel V secolo. In Etiopia sono venerati i Nove Santi, mentre l�attuale Eritrea sarebbe stata evangelizzata dagli Tsadc�n, i Giusti, alcuni resti dei quali si trovano nella chiesa di Baracnah�. Il Cristianesimo etiopico sarebbe quindi diventato monofisita gi� nel V secolo ad opera di questi evangelizzatori. Alcuni studiosi tuttavia ritengono che il monofisismo sia entrato in Etiopia molto pi� tardi, e a riprova di ci� portano, oltre ad altre argomentazioni, il fatto che re Cal�b, che regn� su Aksum nella prima met� del VI secolo, � festeggiato come Santo dalla Chiesa Cattolica il 27 ottobre.
La Chiesa etiopica sub� varie vicissitudini, talvolta drammatiche, in bilico fra il monofismo di Eutiche, propugnato dai goggiamesi e imposto nel 1878 da Giovanni IV, e quello meno rigido del monastero di Debra Libanos. E� con Menelik che la dottrina di Debra Libanos diventa la dottrina ufficiale della Chiesa etiopica. Oggi la Chiesa etiopica, al pari delle altre Chiese orientali non-calcedonesi, e cio� la siriana e l�armena, rifiuta il monofisismo e si dichiara miafisita, intendendo con questo termine l�unione delle due nature di Cristo in un�unica natura composita. La denominazione ufficiale della Chiesa etiopica � Chiesa Ortodossa Teuahd� d�Etiopia. Teuahd� significa �divenuto uno�, ed equivale al greco �miafisita�. Fin dai primi viaggiatori la Chiesa etiopica, figlia della Chiesa egiziana, fu chiamata �copta monofisita�, e i cristiani d�Etiopia �copti�, cosa che non ha alcun senso, dato che copto � un termine divulgato dagli arabi dopo la conquista dell�Egitto e significa �egiziano�. Copta invece � la Chiesa egiziana, divenuta monofisita dopo lo scisma dalla Chiesa di Roma del 451. Da mezzo secolo la Chiesa etiopica � diventata un Patriarcato indipendente da Alessandria.
Elementi etiopici Nei suoi 17 secoli di vita, la Chiesa etiopica si � dovuta difendere da minacce ed invasioni esterne, ma ha conservato intatto il Cristianesimo dei primi secoli. Secondo una definizione cara agli etiopici, l�Etiopia � un�isola cristiana in un mare di pagani. Scrisse Padre Giulio Barsotti nel 1939:
La liturgia etiopica si � sviluppata da quella della Chiesa copta, ma ha introdotto forme che sono tipiche dell�animo etiopico. Le danze dei debter� imitano le danze di Davide, i loro canti sono i salmi di Davide, la musica liturgica, inventata da San Iar�d nel VI secolo, commuove i credenti. Durante la celebrazione i canti vengono accompagnati dal battere di grandi tamburi di forma ovale, i caber�, e dal tintinnio dei sistri, strumenti metallici di origine egiziana. I Santi sono celebrati con poesie che descrivono le loro parti del corpo, vengono recitati i qeni�, distici a doppio senso improvvisati sul posto che solo gli amara riescono a decifrare. La Vergine � al di sopra di tutti i Santi e viene celebrata innumerevoli volte. Viene invocata nel Chidane Mehr�t, il Patto di Misericordia, per intercedere presso Cristo per sfuggire ai tormenti dell�inferno. Le messe iniziano alle sette del mattino e durano tre ore, i preti salgono all�alba di ogni giorno sulle vette dei colli dove sorgono le chiese e rientrano a casa dopo le nove. Tutti coloro che non sono impediti dal lavoro, dalle malattie o dall'et� devono andare a messa ogni giorno. Nelle grandi solennit� la celebrazione inizia a mezzanotte e dura nove ore. Nelle processioni i suonatori di masinq�, i violini a una corda, accompagnano i versi dei qeni�.
Nella messa viene recitato il Credo, che ripete gli stessi dogmi della Chiesa di Roma. Viene celebrata l�Eucarestia con la somministrazione del Pane e del Vino, i preti fanno tre volte il giro della chiesa alla lettura del Vangelo e dei Miracoli di Maria. I fedeli si raccolgono nel recinto esterno della chiesa dove danzano i debter�, le donne a sud gli uomini a nord. Nel recinto intermedio viene somministrata la Comunione; in quello interno, il Sancta Santorum, il cui ingresso � permesso solo al sacerdote, viene conservato il Tab�t, rappresentazione delle Tavole della Legge, che rende sacra la chiesa. Il Tab�t viene portato ad una fonte nella celebrazione del Timch�t, la festa dell�Epifania, il battesimo di Ges� secondo il rito orientale. In tempo di guerra viene portato al seguito dell�esercito per la celebrazione della messa. In Etiopia vi sono 25.00 chiese, in genere povere capanne di cicca decorate con immagini sacre. All�esterno di ognuna vi � la Bieteleh�m, la Casa del Pane dove viene preparato il Pane per l�Eucarestia. Alla sommit� della chiesa vi � la croce greca adornata di sette uova di struzzo, simbolo della passione e della morte di Cristo.
Quando un etiopico passa davanti a una chiesa, china la testa e si segna la Croce, le donne si fermano a baciarne la porta. Se incontrano un prete si inchinano in segno di rispetto, baciano la croce e si fanno benedire. Numerose sono le chiese rupestri, celebri quelle di Lalibel� e del Gheralta.
Eredit� della tradizione copta sono le croci etiopiche, processionali, manuali o da collana, disegnate in centinaia di forme. Derivano dalla prima croce cristiana, la croce di San Pacomio. La croce processionale � utilizzata nelle processioni e nelle grandi ricorrenze, come la Festa della Croce, il Natale o l�Epifania, la croce manuale viene portata sotto la tunica da ogni prete o monaco e fatta baciare dai fedeli. Ci sono varie forme di croci, la croce di Gondar, di Aksum, di Lalibel�, di Malta, la stella di Davide o Sigillo di Salomone e altre. Le donne tigrine portano sulla fronte una croce dipinta con l�henna. Nelle croci etiopiche raramente � rappresentato il corpo di Cristo, perch� la spiritualit� orientale d� pi� risalto alla divinit� piuttosto che all�umanit� di Cristo. Sull�altare maggiore della cattedrale di Addis Abeba vi � una croce con il corpo di Cristo identica a quella cattolica.
Nella chiese vengono conservati antichi manoscritti fatti con pelli di capra, dei veri libri che raccontano la vita dei Santi, i Vangeli e la Bibbia. Fin dai primi secoli i libri sacri del Cristianesimo sono stati tradotti in gheez, l�antica lingua etiopica sopravissuta oggi solo nella liturgia; nei testi etiopici � stato rintracciato il Libro di Enoc, che � andato perduto nella lingua originale e nella versione greca. I pi� antichi manoscritti rimasti sembrano risalire al XV secolo. Nel monastero del Bizen, in Eritrea, vi � un Vangelo della misura di un metro e talmente pesante che deve essere trasportato a dorso di mulo. Come le pitture murali, sono dipinti con colori naturali tratti da piante o da minerali, nei semplici colori giallo, blu, rosso, verde e nero. I disegni sono bizantineggianti, i buoni di fronte i cattivi di profilo. Il nome di Maria, la pi� eccelsa delle creature dell�universo, � scritto sempre in rosso. Vi sono tre forme di matrimonio, una religiosa e due civili. Il matrimonio religioso � indissolubile e viene celebrato in chiesa con la Comunione, ed � chiamato ba Qurb�n. il matrimonio civile pu� essere ba dem�z, che � l'acquisto della moglie, e ba cal chid�n, che � un impegno verbale. Il digiuno � rispettato in modo rigoroso, ed � il pi� lungo ed austero di tutta la Cistianit�. 56 giorni a Pasqua, fino a 40 giorni per gli Apostoli, 16 giorni per l'Assunzione, 40 giorni prima di Natale, mercoled� e venerd� sono giorni di digiuno, per un totale di circa 250 giorni all'anno. Durante il digiuno � proibito mangiare carne, uova, latte, pesce, formaggio, burro, grassi e qualsiasi prodotto animale. L�apostolato e la gerarchia Il monachesimo etiopico ha origine dall�arrivo in Etiopia dei Nove Santi e degli Tsaddec�n, provenienti dall�Impero Romano d�Oriente. Eremiti solitari all�inizio, i monaci hanno fondato delle grandi comunit� sull�esempio di San Pacomio, del quale seguono le regole monastiche. Sono sorti cos� i grandi monasteri, alcuni dei quali sono arrivati ad ospitare fino a 5.000 monaci: Debra Libanos, Debra Bizen, Debra Damo, Gunda Gund�, Zuquala e centinaia di altri minori, tutti arroccati in luoghi impervi e di difficile accesso. I monaci fanno tre professioni di fede, con le quali ricevono la cintura, il cappuccio e la tunica. I monaci non possono essere sposati e devono condurre una vita ascetica ed austera con frequenti mortificazioni del corpo. La tradizione di Debra Libanos racconta che il suo fondatore rimase in una grotta per sette anni in piedi su un piede solo finch� gli si stacc� una gamba. Il priore del monastero di Debra Libanos � l�ecceghi�, il capo dei monaci. L�amministrazione della Chiesa nelle varie province � affidata agli arcivescovi. I preti e i diaconi si possono sposare prima di essere ordinati, i vescovi e gli arcivescovi non possono essere sposati. Il Patriarca � necessariamente un monaco.
Le tradizioni giudaiche La Chiesa etiopica ha mantenuto alcune tradizioni giudaiche, come il Tab�t o Arca dell�Alleanza, la carne pura e impura, la circoncisione maschile a otto giorni dalla nascita, le danze dei debter� con i tamburi, la forma delle chiese con il Sancta Sanctorum al centro, la Bieteleh�m, il Sabbath, ecc. Alcune di queste, come la circoncisione, sono semplici usanze e non prescrizioni religiose.
L�Eritrea L'Eritrea, che fino ad un secolo fa non esisteva, ha sempre seguito le sorti dell�Etiopia. Nel 1994 ha ottenuto dal Patriarca di Alessandria la nomina di sei vescovi eritrei, i quali nel 1996 hanno nominato il loro Patriarca. L�Eritrea � ora un Patriarcato e professa il Teuahd�.
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